Rubincon

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SPOILER WARNING !
Rubincon non è (ancora) stato trasmesso in Italia e quindi, se non l'hai ancora visto, la pagina potrebbe contenere informazioni che potrebbero rovinarti la visione dell'episodio.
Stagione 1 di Academy
Titolo italiano:Rubicone
Stagione:1
Posizione nella lista:10
Regista:Olatunde Osunsanmi
Sceneggiatura di:
Storia di:
Data di pubblicazione originale: Paramount+
Data stellare:869631.7
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300esima Notte nessuno

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Rubincon è l'episodio conclusivo della prima stagione di Star Trek: Starfleet Academy.


Trama

Una giovane Anisha Mir viene arrestata con violenza mentre suo figlio piccolo, Caleb, assiste impotente gridando «Mama?». La responsabile dell'arresto è Nahla Ake, allora ufficiale della Federazione. Anisha, disperata, viene condannata a un campo di riabilitazione, mentre Caleb diventerà un pupillo della Federazione. Nus Braka è presente durante l'arresto e sussurra ad Anisha di non fidarsi della Federazione.

Primo atto

Nel presente, Anisha si risveglia confusa e terrorizzata a bordo dell'USS Athena. Non appena realizza dove si trova, tenta di portare via Caleb dalla nave, convinta che sia un luogo pericoloso. Nahla riesce a calmarla abbastanza da spiegarle la situazione.

Il comandante Jett Reno apre un canale subspaziale — valido appena due minuti — verso l'Ammiraglio Vance e Lura Thok. Emerge il quadro completo della crisi: l'Athena è l'unica nave della Flotta Stellare rimasta all'esterno del «muro della morte» eretto da Nus Braka dei Venari Ral. Il muro è composto da centinaia di mine, ciascuna contenente una singola particella di Omega-47, circondate da campi energetici sovrapposti che detonerebbero se disturbati. Se Braka facesse esplodere l'intero muro, verrebbero distrutti 80.000 anni-luce cubi di spazio, causando la morte immediata di almeno 160 miliardi di esseri su 240 pianeti abitati — una catastrofe peggiore del Burn. Nemmeno la Discovery-A può intervenire tramite la rete miceliale, poiché i campi sono sincronizzati su una frequenza subspaziale che potrebbe innescare la detonazione a un eventuale salto.

Gli analisti della Federazione ritengono che i campi siano controllati da un unico segnale subspaziale di origine ignota. L'Athena, trovandosi all'esterno del muro, è l'unica nave in grado di localizzarlo. Il piano operativo è chiaro: trovare il segnale, prenderne il controllo senza interferire con esso e usarlo per disattivare le mine. Tuttavia, come fa notare Anisha — che conosce Braka — l'uomo non è stupido: il segnale di controllo sarà certamente protetto da un sistema di sicurezza che farebbe esplodere tutto in caso di interferenza.

Secondo atto

La situazione precipita: i sensori rilevano l'arrivo di almeno sei navi dei Venari Ral. L'Athena è già gravemente danneggiata, il motore a curvatura non risponde e una perdita di plasma impedisce di portarla in sicurezza. Gli scudi scendono rapidamente fino al collasso.

Nahla ordina a Reno di radunare tutti i cadetti — Caleb Mir, Tarima, Reymi Darem, Lythe, Sadal e Sam — e nasconderli nell'airlock B, aumentando la pressione interna per eludere i sensori nemici, una tecnica già usata in precedenza da Kraag e Sadal. Vi viene nascosta anche Anisha. Caleb non vorrebbe lasciare sua madre, ma lei lo convince ad andare: sa che Braka userebbe il figlio come leva contro di lei.

Quando Braka teletrasporta a bordo con i suoi uomini, trova solo Nahla, Anisha e Il Dottore. Divertito e sarcastico, chiama Nahla e Anisha le sue «due migliori ragazze» e commenta acidamente la loro improbabile alleanza. Decide di portarle entrambe con sé sulla sua nave come ostaggi, lasciando l'Athena alla deriva con i motori in avaria. Il Dottore, insieme all'equipaggio nell'airlock, viene lasciato a bordo e condannato ad affondare con la nave.

Prima di essere condotta via, Nahla recita ad alta voce una frase vulcaniana — «Leap clear of all that is corporeal... and make yourself greater» — apparentemente come pensiero filosofico finale. In realtà è un messaggio in codice: l'ordine al Dottore di eseguire la Missione di Addestramento Hermes 19, mai testata prima. Il Dottore estende il suo olomatrice attraverso il piatto deflettore, generando un ologramma dell'Athena che simula la sua distruzione sotto i colpi dei siluri di Braka. Le navi Venari Ral, convinte di aver abbattuto la nave, si allontanano.

L'Athena è salva ma in condizioni critiche: integrità strutturale compromessa, brecce nello scafo, scudi azzerati, armi offline, sensori a lungo raggio fuori uso, motore a curvatura inagibile e una perdita di plasma che minaccia una breccia del nucleo di curvatura. Con soli sei cadetti del primo anno e il Dottore — che ha sovraccaricato la sua olomatrice e ora farnetica — Reno deve fare l'impossibile.

Terzo atto

A bordo della sua nave ammiraglia, Braka mette in scena un processo-spettacolo trasmesso in diretta su tutte le frequenze del quadrante, rivolto ai «disperati, agli ignorati, agli abbandonati». Si propone come voce dei mondi non membri della Federazione, costruendo una narrativa in cui la Federazione è il vero nemico dei popoli liberi.

Nel suo discorso di apertura, Braka racconta la storia della sua infanzia: cresciuto in una colonia mineraria di stronzio senza nome, aveva assistito da bambino al passaggio delle navi-rifornimento della Federazione, cariche di viveri e medicine destinate ad altri — mai a loro. La colonia aveva tentato di farsi notare con razzi di segnalazione e falò, senza risultato. Il padre di Braka, disperato, costruì un'arma rudimentale per fermare una di quelle navi, consapevole che avrebbe firmato la propria condanna a morte. Mancò il bersaglio. La Federazione rispose bombardando la colonia con quello che Braka ricorda come «pioggia di fuoco rosso». Solo otto persone sopravvissero; la sua famiglia no.

Braka nomina Nahla come imputata — in quanto Cancelliera e rappresentante della Flotta Stellare — e Anisha come giudice e giuria, essendo la donna che «ha perso un figlio per mano della Federazione». Il confronto tra Nahla e Braka è intenso: la Capitana difende la Federazione, sostenendo che l'Omega-47 era nato come ricerca su una nuova fonte di energia, non come arma, e che Braka è lui stesso a usarlo come tale. Braka ribatte che la Federazione mente da sempre e che lui ha avuto il coraggio di «mettere i bastardi dietro un muro» per far emergere la verità.

Quando Braka chiama Anisha a testimoniare, emerge il vero nodo emotivo dell'episodio. Anisha non vuole un'ammissione di colpa formale da Nahla: vuole che la Capitana — ormai plurisecolare grazie al Programma di Ringiovanimento — porti il peso di quella scelta per tutto il resto della sua lunghissima vita. «Voglio che tu chiuda gli occhi e veda me», dice Anisha. «È l'unico modo in cui ottengo giustizia.» Nahla, commossa, ammette che avrebbe dovuto fare di più — e che non si è mai liberata dal rimorso di essersi limitata a dimettersi.

Al termine del confronto, con il processo apparentemente concluso, Anisha dichiara Nahla colpevole. Braka esulta davanti alle sue telecamere.

Quarto atto

Sull'Athena, Reno affronta un'emergenza dopo l'altra con pragmatismo e umorismo nero. Mentre lavora alla breccia del nucleo di curvatura insieme a Caleb, gli rivela che anche lei stessa ha distrutto i primi tre shuttle che ha pilotato — e che si impara di più quando le cose vanno storte che quando vanno bene.

Durante questa scena, Reno chiede a Caleb perché, una volta trovata sua madre su Ukeck, non sia fuggito con lei come avrebbe potuto. Caleb risponde che non riusciva ad abbandonare Sam, Darem e gli altri, che stavano per essere giustiziati. Reno gli fa notare con delicatezza che pochissime persone avrebbero fatto quella scelta — e che questo dice molto di chi è diventato.

Nel frattempo, il Dottore continua a ripetere frasi apparentemente senza senso: «non attraversare il Rubincon con la colla sulle scarpe», «trova la colla», «particelle Rubin». Sam e Jay-Den tentano un defrag della matrice, senza risultati. È Tarima a offrire la chiave di lettura: il Dottore sta comunicando in un linguaggio che gli altri non capiscono — così come lei e Caleb si capiscono senza parole. Sam, ascoltando attentamente, decodifica il messaggio.

Quando la Flotta Stellare sviluppò l'Omega-47, utilizzò particelle Rubin per facilitarne la stabilizzazione e gluoni — particelle elementari che «incollano» i quark — per rafforzare i legami molecolari. Il Dottore sta suggerendo che riducendo la concentrazione di particelle Rubin a una soglia precisa, i gluoni rimanenti potrebbero stabilizzare permanentemente le molecole al cuore delle mine, rendendole inerti e innocue. Il computer dell'Athena esegue centinaia di simulazioni fino a trovare la concentrazione esatta: 67.969% di particelle Rubin eliminate, con stabilità al 100%.

Sadal isola nel frattempo la frequenza subspaziale di controllo del muro, localizzandone l'origine nel sistema stellare di Beithir — ma senza coordinate precise, poiché i sensori a lungo raggio sono ancora fuori uso. Darem propone di usare il gigante gassoso del sistema come schermo naturale per avvicinarsi senza essere rilevati, uscendo dal curvatura solo una volta raggiunta la sua orbita.

Resta il problema di trovare la posizione esatta di Braka. È qui che Tarima entra in gioco: grazie al legame telepatico che ha sviluppato con Caleb — e attraverso di lui, alla connessione emotiva tra madre e figlio — riesce a «sentire» Anisha nello spazio. Caleb si fida ciecamente di lei e le offre volontariamente accesso alla sua mente. Tarima localizza Anisha e, di conseguenza, Braka. La rotta viene calcolata: 018 Mark 291.

Mentre l'Athena si avvicina nascosta nell'atmosfera del gigante gassoso, il processo di Braka riprende in diretta. È il momento della sentenza. Nahla chiede di fare un'ultima domanda: chiama Caleb — collegato in diretta dalla navetta con cui sta per raggiungere la nave di Braka — e gli chiede cosa studia in esochimica. Caleb risponde che lo stronzio è un combustibile economico ma letale: quando entra in contatto con ossidi tossici nell'atmosfera, brucia di rosso, come un fiammifero in un'esca.

Nahla chiude il cerchio: le armi della Federazione producono fiamme blu o verdi — non rosse. L'esplosione che distrusse la colonia di Braka non fu un attacco della Federazione: fu l'arma rudimentale del padre che innescò l'atmosfera tossica. Braka era un bambino traumatizzato che aveva costruito l'intera sua esistenza — la sua crociata, la sua rabbia, il suo impero criminale — su una percezione distorta.

Braka perde il controllo. I suoi sostenitori iniziano a vacillare. Nel frattempo, a bordo dell'Athena, Sam completa l'algoritmo di stabilizzazione mentre Reno cattura la frequenza di controllo di Braka. Caleb, sbarcato sulla nave nemica con la scusa di chiedere asilo, ha guadagnato i minuti necessari con il suo discorso a sua madre: le ha detto che la Flotta Stellare gli ha insegnato che la vita può essere più della sola sopravvivenza, che ha trovato amici, appartenenza e uno scopo — senza dimenticare da dove viene né dimenticare lei.

L'algoritmo raggiunge il 100%. Viene trasmesso sulla frequenza di controllo di Braka. Il computer di Braka registra: «Campo minato disattivato. Particelle Omega-47 stabilizzate.» La flotta della Federazione, in attesa oltre il perimetro, fa il suo ingresso: l'Ammiraglio Vance circonda le navi dei Venari Ral. Braka, furibondo, viene arrestato. Prima di essere condotto via, si rivolge ad Anisha: «Quando chiudi gli occhi, mi vedrai negli incubi.» Anisha lo colpisce, facendogli saltare un dente.

Il Dottore riprende gradualmente contatto con la realtà. Sam e il padre si ritrovano con un abbraccio silenzioso dopo le tensioni dell'episodio. Nahla comunica ai cadetti, divertita e stanca, che sono attesi a una cerimonia privata con il presidente della Federazione in divisa da gala alle 18:00. Caleb e sua madre Anisha vengono a patti con il passato e con il futuro: lei lo raggiungerà sulla Terra per l'estate, ma entrambi sanno già che l'Athena è la sua casa. Caleb la accompagna a visitare la nave.

L'episodio si chiude con il primo log del cadetto di Caleb Mir — Stardate 869631.7, Cadetto di Seconda Classe, Accademia della Flotta Stellare — mentre l'Athena si dirige verso Betazed per la pausa estiva, con un messaggio del Decano Digitale che invita tutti i cadetti a «rispettare i costumi locali e non dimenticare la crema solare».

Sezioni

In questo episodio…

Note

  • Il titolo «Rubincon» è un gioco di parole tra «Rubicone» — il fiume legato all'attraversamento di Giulio Cesare, simbolo del punto di non ritorno — e «Rubin», come nelle particelle Rubin che sono al centro della soluzione tecnica dell'episodio.
  • Le particelle Rubin e i gluoni sono costruiti su concetti reali della fisica delle particelle (i gluoni sono i bosoni mediatori della forza nucleare forte). Le particelle Rubincon tutta probabilità sono un omaggio alla celebre astronoma Vera Rubin.
  • Braka, quando vede la madre di Caleb viva, fa un riferimento al ritorno in vita di Lazzaro, un avvenimento raccontato nei Vangeli della religione Cristiana.
  • Il "processo" alla Federazione che mette in scena Braka viene trasmesso con una grafica molto simile ai notiziari della FNN, con il logo VNN (Venari Ral News Network). Ovviamente in lingua inglese. Il testo che scorre in basso riporta spesso che ci sarà un approfondimento alle 2100 (ovviamente non si capisce a che orario si riferisce).
  • Sull'Athena Braka ha imbrattato le pareti con delle scritte in caratteri latini, in lingua inglese e latina.
  • Nel finale, quando Caleb scende dalle scale, sull'ampia vetrata si intravede una nave di Classe Crossfield che potrebbe essere la USS Discovery NCC-1031-A.
  • Il titolo originale sembra contenere un errore (Rubincon invece di Rubicon) ma si tratta invece di una specie di enigma che il Dottore sottopone ai cadetti sulla Athena per trovare la soluzione ad una situazione apparentemente senza vie d'uscita.
  • Sembra strano che, appena disattivato il campo minato, un consistente numero di navi della Flotta Stellare sia in grado di circondare la flotta Venari Ral. Trovandosi prima della disattivazione dai due lati della barriera, e considerato il consistente volume di spazio che sarebbe stato impattato da un'esplosione Omega, le due flotte avrebbero dovuto essere distanziate di un po', per non subire danni nel caso in cui la detonazione avesse avuto luogo.
  • Oltre al fatto che, secondo l'usuale corrispondenza col calendario gregoriano, date stellari della forma 868xxx.x e 869xxx.x dovrebbero fare riferimento all'anno accademico 3191-92 piuttosto che al 3195-96, la data stellare citata da Caleb alla fine dell'episodio non è coerente con l'estate alle porte, dal momento che quando sono trascorsi 631 millesimi di anno dal suo inizio è già circa metà agosto.
  • Alla fine dell'episodio Anisha Mir viene lasciata sostanzialmente libera, nonostante non avesse finito di scontare la sua detenzione, e anzi sia responsabile di evasione.

47

  • Durante le simulazioni per stabilizzare le molecole Omega-47, impedendo che Nus Braka le faccia detonare per distruggere il subspazio intorno alla Federazione, viene mostrato un caso in cui la stabilità è al 94% (47 x 2 = 94).

Okudagram

Blooper

YATI

  • Ad un certo punto Darem afferma che viaggiare ad un ottavo di impulso significhi procedere a meno di 1.000 km/s. In realtà, considerando come sempre il pieno impulso a c/4, dovrebbe corrispondere una velocità di c/32, che è di poco inferiore a 10.000 km/s. È improbabile che la scala sia stata ridefinita verso il basso, non essendoci motivo per rendere la massima velocità raggiungibile con i motori a impulso inferiore.

Versione Italiana

Continuity

  • Il fatto che tutti i sistemi d'arma (in questo caso, le mine Omega-47) siano controllati da un unico punto, debolezza che permette di disattivarli massivamente in contemporanea, ricorda un po' la conquista del sistema Chin'Toka in Tears of the Prophets, quando la Flotta Stellare riesce a disattivare in un colpo solo tutte le piattaforme difensive del Dominio, in quanto alimentate da un'unica sorgente.
  • L'osservazione che non può essere stata la Federazione a distruggere la colonia di Nus Braka, in quanto il fuoco delle armi federali è stato almeno negli ultimi secoli sempre blu o verde, è coerente col fatto che invece molti secoli prima, per esempio ai tempi di Star Trek: The Original Series e Star Trek: The Next Generation, il rosso era presente tra i colori associati a phaser e siluri delle sue astronavi.
  • A proposito dello stesso fatto, si può notare che il colore verde è stato associato alle armi klingon e romulane, mentre il colore blu alle armi dei Jem'Hadar. Dal momento che le prime due specie sono entrate a far parte della Federazione nei secoli che intercorrono tra Star Trek: The Next Generation e le ultime tre stagioni di Star Trek: Discovery (dei Klingon lo sappiamo da Daniels in Azati Prime, dei Romulani veniamo al corrente della loro riunificazione con i Vulcaniani in Unification III), mentre in questa serie viene introdotto il personaggio di Lura Thok che è per metà Jem'Hadar, possiamo pensare che la Flotta Stellare utilizzi ora una tecnologia diversa da quella dei phaser del passato, basata sui disgregatori (verdi) e sugli impulsi di polaroni (blu), i quali avevamo visto in alcune occasioni superiori all'armamento federale.

Citazioni

Produzione

Riferimenti

Riferimenti diretti

Riferimenti inversi

Collegamenti esterni

Interwiki

Identificativi esterni

  • 76601, Identificativo TV Show Transcripts

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