The Chase
| Numero di produzione: | 246 |
|---|---|
| Sequenza di trasmissione: | 146 |
| Week Of della prima trasmissione USA: | 26.04.1993 |
| Prima TV su Italia Uno: | 19.07.1996 |
| Codice del The Next Generation Companion: | cha |
| VHS britannica dell'episodio: | 73 (U) |
| Storia: | |
| Sceneggiatura: | Joe Menosky |
| Regia: | Jonathan Frakes |
| Musica: | Jay Chattaway |
| Titolo italiano: | Il segreto della vita |
| Titolo spagnolo: | La caza |
| Titolo francese: | Le secret |
| Titolo tedesco: | Das fehlende Fragment |
| Titolo giapponese: | Inochi no Message (Message of Life) |
| Titolo brasiliano: | A Busca |
| Data delle versioni dello script: | 04.02.1993 |
Personaggi e interpreti
Personaggi e interpreti
- Prof. Richard Galen: Norman Lloyd
- Cap. Nu'Daq: John Cothran, Jr.
- Gul Ocett: Linda Thorson
- Capitano romulano: Maurice Roeves
- Portavoce dei Progenitori: Salome Jens
- Voce del computer: Majel Barrett-Roddenberry
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|---|---|
| Lessons | Frame of Mind |
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The Chase è un episodio della sesta stagione di Star Trek: The Next Generation.
Data stellare 46731.5: Durante una missione di routine nell'ammasso Aoliano, Picard riceve a bordo una visita veramente inaspettata: il suo vecchio professore di archeologia, Galen.
Il dono che Galen ha portato al suo vecchio studente è incredibile: una scultura che risale almeno a dodicimila anni prima, completa delle minuscole statue interne; ma ancora più incredibile è la richiesta del vecchio professore.
Galen vuole infatti che Picard lo aiuti in una ricerca che lo ha impegnato negli ultimi anni e che potrebbe portare ad una mirabolante scoperta.
Trama
L'Enterprise si trova nella Nebulosa Volterra, una "culla stellare", impegnata in una missione di routine dell'analisi di alcune decine di protostelle. Mentre Data completa la valutazione spettrale dell'ultima protostella, il Comandante Riker invita Picard nella Sala Osservazioni con tono misterioso.
Lì, al centro del tavolo, Picard trova qualcosa di inaspettato: una statuetta in terracotta di forma vagamente umanoide, consumata dal tempo, dall'aspetto antico. Picard la riconosce immediatamente con stupore. Si trova di fronte al Professore Richard Galen, suo ex mentore di archeologia, che non vedeva da oltre trent'anni.
L'oggetto è un Naiskos dei Kurlani: Picard, esaminandolo con l'occhio del conoscitore, identifica la policromia verde intorno agli occhi e la posizione delle pupille, concludendo che risale alla "Terza Dinastia", uscito dalla bottega del Maestro della Collina di Tarquin — un artigiano ceramista che viveva tremila anni in anticipo rispetto ai suoi contemporanei, e del quale non si conosce nemmeno il nome. La statuetta ha oltre dodicimila anni e proviene dal pianeta Kurl, ben al di fuori del territorio federale. Galen la dona a Picard. La apre e all'interno si trovano decine di statuette più piccole: secondo la filosofia della civiltà kurlan, ogni individuo è una comunità di voci interiori.
Galen rivela di essere attualmente in spedizione, in un viaggio in "territorio storico inesplorato", e che intende portare Picard con sé.
Atto Primo
Picard e Galen si ritrovano al Bar di prora per una colazione. Il Professore è rimasto nel ombra negli ultimi dieci anni, con pubblicazioni rade e apparizioni a simposi cancellate all'ultimo momento. Incalzato da Picard, Galen rivela di aver fatto una scoperta di portata così straordinaria da aver scelto il silenzio come precauzione: si è dedicato alla micropaleontologia, lo studio di fossili a livello microscopico, con risultati che, a suo dire, "saranno sentiti a metà galassia".
Il prezzo per ottenere informazioni è l'accordo di Picard a unirsi a lui nell'ultima fase dell'esplorazione, che potrebbe durare da tre mesi a un anno. Picard chiede tempo per rifletterci.
Quella notte, Picard confida a Beverly il disagio che sente: non rimpiange la carriera in Starfleet, ma prova una certa nostalgia per la passione totalizzante che si prova nell'inseguire il passato. Galen, dice, ha scelto di farne la propria vita. Il dono del naiskos era intenzionale — Picard lo sa.
Il mattino dopo, Picard informa il Professore della sua decisione: non può lasciare l'Enterprise. Lo scontro è duro: Galen accusa Picard di essere un "dilettante", di aver voltato le spalle a una vita di scoperta profonda e, di fatto, di aver voltato le spalle a lui. C'è nella sua voce una amarezza repressa per decenni. Picard rimane fermo, pur ferito. Galen lascia la nave in anticipo, con poche parole.
Mentre l'Enterprise è in rotta verso una conferenza diplomatica su Atalia VII, arriva una chiamata di soccorso dalla navetta del Professore: sta per essere abbordato. La trasmissione viene interrotta. Picard ordina la rotta di intercettazione a curvatura 8.
All'arrivo, la navetta del Professore è sotto attacco da un'astronave degli Yridiani. L'Enterprise apre il fuoco per disabilitare i sistemi offensivi avversari, ma la nave Yridiana esplode inaspettatamente — i suoi generatori erano già in sovraccarico. Galen viene trasportato direttamente all'Infermeria.
Beverly non può fare nulla: il Professore ha ricevuto un colpo di disruttore a bruciapelo. Riesce solo a sussurrare a Picard «Jean-Luc… sono stato… troppo duro…» prima di morire.
Atto Secondo
Nella Sala Osservazioni, Geordi e Data riferiscono a Picard i risultati dell'analisi della navetta di Galen: tre Yridiani avevano cercato di scaricare dei file dal computer di bordo. Il Professore, nell'attacco, aveva cercato di proteggerli. Ne sono stati recuperati parzialmente diciannove blocchi di numeri di significato oscuro, nonostante i tentativi di decifrarli con ogni chiave di decrittografia nota.
Picard intuisce che i Yridiani sapevano già cosa cercavano e potrebbero aver consegnato i dati a qualcuno. Nei log di volo della navetta emerge che Galen aveva visitato il Sistema di Ruah poco prima di imbarcarsi sull'Enterprise.
L'Enterprise si dirige a Ruah IV, un pianeta di classe M con proto-ominoidi, ma privo di qualsiasi traccia di civiltà passata o presente. Picard, tuttavia, ricorda che Galen aveva menzionato la destinazione successiva: Indri VIII. Ordina la rotta ignorando le obiezioni di Riker riguardo alla conferenza.
In transito, Picard fissa ossessivamente i blocchi numerici, senza riuscire a trovare uno scheman. Troi cerca di convincerlo a tornare ai propri doveri: lui rifiuta con fermezza, dichiarando che non permetterà che la morte del Professore sia vana.
All'arrivo a Indri VIII, le letture mostrano una catastrofe in corso: una reazione al plasma sta consumando l'intera bassa atmosfera del pianeta, distruggendo ogni forma di vita. Data conferma: tutta la vita sul pianeta sta venendo annientata.
Atto Terzo
Di fronte al pianeta ormai sterile, Picard ha un'intuizione: cosa succederebbe se i blocchi di numeri avessero a che fare con del materiale organico? Data calcola che restringere la ricerca al database biologico aumenterebbe le probabilità di trovare corrispondenze.
Nel laboratorio, il computer individua il match: i blocchi numerici sono rappresentazioni matematiche di frammenti di filamenti di acido desossiribonucleico. Diciannove frammenti di DNA, ciascuno proveniente da un pianeta diverso, sparsi in tutto il quadrante.
Beverly osserva qualcosa di ancora più sorprendente: i frammenti hanno configurazioni proteiche simili tra loro, chimicamente compatibili. Geordi e Data, in Ingegneria, confermano: quando i frammenti vengono collegati secondo la compatibilità proteica, formano una struttura geometrica a griglia. Non è una formazione naturale — è un algoritmo codificato a livello molecolare, parte di un programma informatico.
Beverly aggiunge un dato sconvolgente: uno dei frammenti è presente nel DNA terrestre sin dall'origine della vita. Qualcuno avrebbe dovuto scrivere questo programma oltre quattro miliardi di anni fa.
Picard sintetizza la scoperta: una civiltà sconosciuta ha seminato questo materiale genetico nelle "zuppe primordiali" di almeno diciannove pianeti, incorporandolo nelle prime forme di vita e trasmettendolo di generazione in generazione. Il programma, però, è incompleto: mancano ancora alcuni frammenti, provenienti da mondi al di fuori della Federazione.
Geordi intuisce che qualcuno stava cercando di impedire che il programma venisse completato: con ogni probabilità, uno dei frammenti mancanti si trovava su Indri VIII — e qualcuno l'ha distrutto per toglierlo dalla partita.
Beverly inizia a prelevare campioni di DNA dai diciassette membri dell'equipaggio provenienti da pianeti non federali. Mott, il barbiere, partecipa con eccessivo entusiasmo, convinto che il suo campione sia quello decisivo — ma anche lui risulta negativo.
Picard, in sala tattica, nota il naiskos e ricorda una frase del Professore: quando gli aveva chiesto cosa lo portasse a Kurl, Galen aveva risposto di essere "in zona". L'unico pianeta vicino al sistema kurlan capace di ospitare vita è Loren III. Gli Yridiani probabilmente hanno rubato anche quel campione durante l'attacco. Picard ordina la rotta per Loren III a velocità massima.
Atto Quarto
All'arrivo nel sistema di Loren, l'Enterprise trova due navi da guerra cardassianegià in orbita. È Gul Ocett a rispondere alla chiamata. Picard afferma di essere in missione scientifica e rifiuta di ritirarsi. Prima che la situazione degeneri, si disocculta una nave da guerra klingon, la IKS Maht-H'a: il suo capitano, Nu'Daq, vuole sapere chi sono e cosa ci fanno lì.
Picard li convoca entrambi nella Sala Osservazioni e taglia corto: è evidente che tutti e tre sanno della ricerca del Professore e dei frammenti di DNA. Né il Klingon né la Cardassiana cedono facilmente, ma entrambi confermano implicitamente di possedere dei frammenti: Nu'Daq ammette anche — con una certa vanagloria — di essere stato lui a distruggere la biosfera di Indri VIII dopo aver prelevato il campione, per impedire che altri lo ottenessero.
Picard propone una cooperazione: ognuno porta i propri frammenti, il programma viene eseguito simultaneamente alla presenza di tutti. Nel laboratorio, i frammenti vengono caricati uno a uno. Quelli klingon, poi quelli cardassiani, riempiono quasi tutti i "buchi" della struttura, ma ne rimane ancora uno.
Picard ragiona ad alta voce: se i progettisti volevano che qualcuno trovasse il puzzle, lo avrebbero reso completabile. Deve esserci uno schema nella distribuzione dei pezzi, correggibile per i cambiamenti stellari avvenuti in quattro miliardi di anni. Beverly imposta il calcolo.
Mentre aspettano, Nu'Daq tenta di corrompere Data nel bar di prora, prima con una sfida fisica (il B'aht Qul, che Data vince senza sforzo), poi con la promessa di una posizione nell'Impero Klingon in cambio di accesso anticipato ai risultati. Data lo smonta con la sua logica implacabile.
In Ingegneria, Geordi nota qualcosa di anomalo nei sistemi difensivi dell'Enterprise e avvisa Picard: qualcuno ci sta armeggiando.
Il computer completa l'analisi: la distribuzione geometrica dei frammenti rispecchia il disegno del programma stesso. Il frammento mancante si trova nel Sistema Rahm-Izad. Appena il nome viene pronunciato, Gul Ocett si smaterializza e le navi cardassiane aprono il fuoco sull'Enterprise e sulla nave klingon.
Atto Quinto
I danni, però, sono molto meno gravi del previsto: Geordi aveva già scoperto il sabotaggio di Gul Ocett ai sistemi difensivi e aveva potenziato l'integrità strutturale, mentre Riker aveva simulato un cedimento totale degli scudi per ingannare i Cardassiani. La Maht-H'a riporta solo danni minori.
Picard rivela che Rahm-Izad era una destinazione falsa: la vera meta è il Sistema Vilmoran: i Cardassiani hanno abboccato. Nu'Daq, nonostante il risentimento, accetta di proseguire come ospite sulla Enterprise.
Arrivati a Vilmoran II — un pianeta che mostra tracce di un antico oceano ormai prosciugato — il team individua un'esigua macchia di lichene primitivo che cresce su una parete di roccia fossile. Picard, Worf, Beverly e Nu'Daq si teletrasportano sulla superficie. Prima che Beverly riesca a raccogliere il campione, si materializzano Gul Ocett e una guardia cardassiana: tutti i presenti si puntano le armi addosso.
Poi, dal nulla, sbucano quattro Romulani armati di fucili disgregatori. Il loro capitano spiega di aver intercettato le comunicazioni tra gli Yridiani e la Cardassiana, e di aver seguito silenziosamente la caccia fin dall'inizio. La situazione precipita in uno stallo armato: Gul Ocett minaccia di distruggere la parete rocciosa con tutto il DNA; i Romulani puntano le armi su Nu'Daq.
Nell'attesa, Beverly si accorge che il fondale fossile ai piedi di Picard potrebbe contenere ancora del materiale organico. Si accovaccia lentamente, raccoglie un campione con il suo strumento e lo collega al tricorder di Picard. Il programma si attiva e riconfigura il trasmettitore del tricorder.
Picard punta il dispositivo verso il centro dello stallo e attiva il controllo. Un ologramma si materializza: una figura umanoide dall'aspetto antico e saggio, con un'espressione che unisce gioia e profonda malinconia, si rivolge a tutti i presenti.
La figura spiega che la vita si è evoluta sul suo pianeta prima di qualsiasi altra nel quadrante. La sua civiltà ha esplorato le stelle, ma non ha trovato nessun altro come loro. Sapendo che sarebbero scomparsi, i loro scienziati hanno seminato i codici genetici negli oceani primordiali di molti mondi, guidando l'evoluzione verso una forma fisica che somigliasse alla loro — quella che tutti i presenti condividono. Il messaggio è stato volutamente frammentato e nascosto in molte specie diverse: la speranza era che, per attivarlo, si dovesse fare squadra, superando le divisioni.
L'ologramma svanisce. Un silenzio carico scende sulla scena. Per un attimo sembra che qualcosa di magico stia per accadere — che le differenze si dissolvano in uno spirito nuovo di fratellanza. Poi Nu'Daq rompe l'incantesimo con livore:
Gul Ocett replica che l'idea di avere qualcosa in comune con i Klingon le rivolta lo stomaco. Tutti riprendono a contattare le rispettive navi.
Di ritorno sull'Enterprise, Picard e Beverly riflettono sulla sorte del Professore — che ha dato la vita per una scoperta che non ha potuto vedere completata, ma che grazie a Picard ha trovato la sua risposta. Picard rimpiange che il messaggio sia caduto su orecchie sorde.
L'epilogo arriva inaspettato: il Capitano Romulano si collega in privato a Picard per congedarsi. Dopo un momento di esitazione, aggiunge che forse non sono poi così dissimili — nelle speranze, nelle paure. Abbozza quasi l'idea che un giorno le cose potrebbero essere diverse, senza trovare le parole per dirlo del tutto. Picard annuisce, capisce.
La trasmissione si chiude. Picard resta solo con la sua tazza di tè e un sorriso tranquillo.
Sezioni
In questo episodio...
- Romulani, Klingon e Cardassiani appaiono contemporaneamente nella medesima scena per la prima volta.
- Muore Galen, professore di archeologia di Picard, prima che quest'ultimo decidesse di intraprendere la carriera militare.
- Si viene a sapere che una specie umanoide ha seminato frammenti del proprio DNA negli oceani di vari mondi in formazione, dai quali hanno avuto origine molte specie aliene differenti.
- Ci sono 17 persone sull'Enterprise che provengono da pianeti non appartenenti alla Federazione.
Note
- Ronald Moore ha scritto che[1], visto quanto detto dalla Leader dei Fondatori in Behind the Lines, durante la produzione dell'episodio si era pensato di far risalire gli Antichi Umanoidi, apparsi in The Chase, ai Fondatori del Dominio. Tuttavia l'idea è stata infine abbandonata. Interessante notare come l'attrice che interpreta entrambi i personaggi sia sempre Salome Jens.
- In Guida a Star Trek The Next Generation è spiegato[2] come Ronald D. Moore avesse originariamente pensato di collegare gli Antichi Umanoidi ai Protettori di The Paradise Syndrome, ma come abbia deciso infine di non rendere in maniera esplicita questo collegamento. In Stellar Cartography: The Starfleet Reference Library, invece, viene chiaramente scritto[3] che l'umanoide visto nel messaggio olografico fa parte dei Protettori.
- La nave a forma di insetto è stata disegnata da Rick Sternbach e costruita da John Goodson.
47
- La data stellare dell'episodio è 46731.5 (73 + 1 = 74).
- Data dice che l'Enterprise arriverà al sistema in cui si doveva tenere la conferenza tra 37 ore (37 è metà di 74).
- Lo schermo del computer che Picard sta guardando mentre è in sala tattica quando entra Troi ha dei blocchi di numeri che scorrono; molti contengono delle occorrenze di 47 e 74.
- Quando i blocchi di numeri si trasformano nella doppia elica di DNA nella simulazione del computer, il titolo dello schermo è 40276 (402 + 76 = 478). Lo si vede anche in altre schermate successive relative ad altre animazioni.
- Data dice che la stella mancante per completare lo schema dell'elica di DNA si trova nel settore 21459 (2 + 1 + 4 = 7 e 9 - 5 = 4).
YATI
- Prima che Richard Galen salga a bordo dell'Enterprise, Picard ordina di raggiungere la stella successiva a tre quarti di impulso. A quella velocità, praticamente un quinto di quella della luce, si percorre un anno luce ogni cinque anni di viaggio: non propriamente una velocità stellare…
- Il Naiskos che Galen regala a Picard ha dodicimila anni, ed è uno dei reperti culturali meglio conservati di una civiltà che si è estinta migliaia di anni prima. Per essere un eminente professore di archeologia, Galen non sembra avere molto chiaro il concetto di preservazione dei beni culturali. E nemmeno Picard, visto che non è per niente inorridito dal regalo.
- Per completare l'algoritmo e decodificare il messaggio, la dottoressa Crusher preleva campioni di DNA da tutto il personale presente a bordo dell'Enterprise, ma dovrebbe già avere questa informazione: già nel XXI secolo vengono prelevati campioni di DNA a chiunque, militare o civile, si imbarchi su una nave della marina americana, ed è logico supporre che questa pratica non sia caduta in disuso.
- Quando la reazione plasmatica colpisce la superficie di Indri VIII, Data afferma che non ci sono più forme di vita sul pianeta. Ma, solo pochi momenti prima, aveva detto che il pianeta, di classe L, ne era completamente privo…
- Quando il computer trova la correlazione fra i dati, la Crusher afferma che appartengono a 19 specie diverse del Quadrante. In realtà i quadranti sono due, visto che Umani e Cardassiani appartengono al Quadrante Alfa, mentre Klingon e Romulani sono originari del Quadrante Beta.
- Il computer dell'Enterprise ricalcola la posizione delle stelle di quattro miliardi e mezzo di anni prima e determina la posizione attuale del pianeta Vilmor II. Il problema, qui, è che quattro miliardi e mezzo di anni è un lasso di tempo troppo indeterminato per calcolare una posizione precisa, considerata la velocità con cui si muovono le stelle.
Versione italiana
- Nel doppiaggio italiano, il sistema stellare Vilmor viene chiamato Vilmoran.
- In tutto l'episodio, l'audio italiano riporta "quattro miliardi di anni", mentre in originale sono quattro miliardi e mezzo.
Script
Riferimenti
Riferimenti diretti
- Progenitori (Specie)
- Kurl (Pianeta)
- Vilmor II (Pianeta)
- Sothis III (Pianeta)
- Loren III (Pianeta)
- Kea IV (Pianeta)
- Indri VIII (Pianeta)
- Atalia VII (Pianeta)
- Ruah IV (Pianeta)
- Satarrani (Specie)
- Romulani (Specie)
- Timeline -4.000.000.000 (Anno della timeline)
- Vellek (Personaggio)
- Naiskos dei Kurlani (Manufatto alieno)
Riferimenti inversi
- Red Directive - Q12377 - Episodi di Discovery
- Deep Space 4 - Q2418 - Base dello spazio profondo
Immagini collegate
Collegamenti esterni
Interwiki
- Das fehlende Fragment, Memory Alpha (tedesco)
- Q7722230, Pagina della entità su Wikidata
- The Chase (episode), Memory Alpha (inglese)
- Q9080, Pagina della entità su DataTrek
Annotazioni
- ↑ AOL chats/Ronald D. Moore/ron067.txt, Chat del "97-10-27 14:47:52 EST"
- ↑ Guida a Star Trek The Next Generation, edizione italiana, p. 253
- ↑ Stellar Cartography: The Starfleet Reference Library, p. 8ss

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