Valles Marineris

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Stagione 4 di Strange New Worlds
Stagione:4
Posizione nella lista:1
Data di pubblicazione originale: Paramount+
Data di pubblicazione in Italia: Paramount+
Anno della timeline:2262
Data stellare:2491.5
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Nuove forme di vita e nuove civiltà Il Caso Griffin

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Valles Marineris è il primo episodio della quarta stagione di Star Trek: Strange New Worlds.

Nel 2262, dopo mesi di missioni ininterrotte, l'equipaggio dell'Enterprise si dirige verso un turbine interstellare di categoria dieci mai osservato prima nel Quadrante Alfa. Un segnale di soccorso proveniente dal cuore della tempesta attira la nave in una trappola che la scaglia 65 milioni di anni nel passato, nel Sistema Sol, priva di scudi, armi e propulsione a curvatura. Requisita come rottame di guerra da un'astronave marziana comandata dalla Comandante Cassell, impegnata in un conflitto ai confini dell'estinzione contro una specie insettoide nota come i Dol'drm, la Enterprise si ritrova al centro di un dilemma che intreccia diplomazia, sopravvivenza e le origini stesse della vita intelligente sulla Terra.

Trama

Al termine della quindicesima missione umanitaria consecutiva su Tulaxar, il Capitano Pike e il dottor M'Benga indugiano volentieri a cavallo prima di farsi teletrasportare a bordo, complice la scusa di "essere prudenti". Di ritorno sulla nave, Pike viene accolto da Spock, che si offre di prendergli in consegna la sella soltanto per il piacere di vederlo ancora in tenuta da cavallerizzo — un gesto che il Capitano coglie subito per quello che è. La Prima Ufficiale Una lo raggiunge poco dopo per esprimergli la propria preoccupazione: sei mesi di missioni senza sosta rischiano di logorare l'equipaggio, lei compresa, che rivendica scherzosamente il proprio diritto a un weekend a terra ogni tanto. La conversazione viene interrotta dall'arrivo dell'Ammiraglio April, che comunica a Pike di essere in lizza per una promozione al grado di Commodoro, imposta come "trampolino di lancio" verso incarichi di sempre maggiore responsabilità. Pike, che ripete da tempo di non essere interessato ad avanzamenti di carriera, si vede comunque concedere tempo per riflettere: la risposta sarà attesa al rientro dalla prossima missione. Nel frattempo, sul ponte, l'Alfiere Uhura tenta di rompere il ghiaccio con la sua nuova assegnata all'Accademia, la cadetta vulcaniana A'Sha, provando persino a rivolgerle un saluto in un vulcaniano approssimativo appreso da Spock. La cadetta liquida senza mezzi termini sia la pronuncia sia ogni tentativo di empatia della sua mentore, sottolineando come la loro appartenenza alla medesima specie umana non implichi alcuna reale affinità di esperienze.

Primo atto

La nuova missione assegnata dalla Flotta consiste nell'osservare, a distanza di sicurezza, un turbine interstellare di categoria dieci apparso attorno alla stella Ithaxus, un fenomeno che né Pelia né Spock hanno mai avuto occasione di studiare da così vicino. Pike ordina all'Alfiere Ortegas di mantenersi "a debita distanza, ma con le braccia molto lunghe", mentre La'An e Uhura si lasciano affascinare dallo spettacolo, rimpiangendo di non potersi avvicinare oltre. Proprio mentre Uhura riflette sul valore dell'esperienza diretta rispetto ai dati grezzi, i sensori captano un segnale erratico proveniente dal cuore della tempesta: si tratta di un mayday, apparentemente emesso da una boa di soccorso incastrata all'interno del turbine. Pike ordina di avvicinarsi con cautela per individuarne la fonte, ma la tempesta si espande in maniera esponenziale prima che la nave possa invertire la rotta, risucchiando la Enterprise al proprio interno.

Quando i sistemi tornano parzialmente in linea, il quadro è desolante: gli scudi risultano inattivi, le armi sono del tutto inutilizzabili, il teletrasporto è fuori uso e le comunicazioni a lungo raggio sono interrotte. Pelia rivela inoltre che la scorta di iridio necessaria per innescare i motori a curvatura è andata perduta, lasciando la nave con la sola propulsione a impulso e, di fatto, bloccata. Le analisi di Spock, condotte non appena i sensori a corto raggio tornano operativi, rivelano la verità sconvolgente: il turbine ha proiettato la Enterprise 65 milioni di anni nel passato, all'interno del sistema di Sol. Il pianeta verso cui la nave viene lentamente trainata da una forza sconosciuta è Marte; il mondo di classe M più vicino, su cui viene inviata in emergenza una squadra da sbarco guidata da Una — comprendente La'An e Ortegas — alla ricerca di un giacimento di iridio individuato dai sensori, è la Terra stessa, ancora dominata dai grandi rettili.

Secondo atto

Sulla Terra preistorica, la squadra da sbarco individua rapidamente il giacimento di iridio, ma si trova a dover fare i conti con un predatore di dimensioni ben superiori alle attese, apparentemente a guardia della zona. Un primo tentativo di stordirlo con i fasori non sortisce alcun effetto, costringendo Scott — rimasto in collegamento dalla superficie prima di essere richiamato d'urgenza in Sala Macchine — a ipotizzare soluzioni via via più drastiche. È Una a proporre il piano più rischioso: avvicinarsi abbastanza da sparare direttamente nel palato dell'animale nel momento in cui apre le fauci, sperando che lo storder funzioni a distanza ravvicinata. Nonostante le perplessità di La'An ed Ortegas, il piano riesce: la creatura, rivelatasi una femmina, si addormenta senza subire danni permanenti.

Mentre la squadra si allontana verso il relitto, a bordo la Enterprise viene agganciata da tendrali energetici che né Spock né la Comandante ingegnere Pelia riescono a identificare, simili nel funzionamento a un raggio traente ma di tecnologia sconosciuta. Contattata via comunicazioni, la responsabile della nave aggressora si presenta come la Comandante di Battaglia Cassell e dichiara di aver reclamato la Enterprise, ritenuta relitto inerte, come bottino di guerra legittimo secondo i patti del proprio popolo; rifiuta inoltre di riconoscere qualunque autorità della Federazione, di cui non ha mai sentito parlare. Pike, consapevole di non poter ricorrere alla forza, la invita a bordo per un confronto diretto: Cassell accetta, a condizione di poter esaminare di persona l'arsenale della nave. Nel corso della visita — che tocca l'infermeria di Chapel e M'Benga, la sala macchine e infine la sezione tattica — Cassell rivela che il suo popolo, i Marziani, combatte da innumerevoli generazioni contro un nemico noto come i Dol'drm, una specie insettoide con cui risulta impossibile comunicare per vie convenzionali e responsabile dello schianto che ha inciso nel suolo del pianeta la profonda cicatrice nota come Valles Marineris, costata la vita a due milioni di Marziani. Pike, colpito dalla tragicità della sua condizione, le propone un'alternativa alla pura forza militare: le competenze xenoantropologiche della Federazione, già impiegate con successo su altre specie insettoidi incapaci di comunicazione sonora — un campo in cui, senza che Cassell lo sappia ancora, è specializzato anche il Tenente Sam Kirk — potrebbero forse aprire un canale di dialogo anche con i Dol'drm.

Sulla superficie, intanto, la squadra da sbarco raggiunge il relitto individuato dai sensori: si tratta di un'astronave aliena abbattuta in epoca remota dai Marziani, il cui carico di iridio è rimasto quasi intatto nonostante l'impatto. All'interno, decine di loculi crionici custodiscono i corpi di quelli che sembrano essere coloni in viaggio verso una destinazione ignota, morti nello schianto insieme al resto dell'equipaggio. Recuperato il modulo di combustibile intatto, e dopo un breve scontro fisico tra La'An e una creatura ostile all'interno del relitto, il gruppo fa ritorno alla nave. Nel frattempo, nell'infermeria, il dottor M'Benga confida a Chapel un'inquietante scoperta: la forza e i riflessi già superiori alla norma di cui ha sempre goduto sembrano essersi improvvisamente intensificati — al punto da fratturarsi una mano senza avvertire dolore — facendogli sospettare che il proprio patrimonio genetico aumentato, portato silenziosamente per anni, si stia in qualche modo risvegliando.

Terzo atto

Prima ancora che Pike possa illustrarle appieno la propria proposta di mediazione, Cassell chiede di poter osservare Marte così com'è al momento presente della Enterprise, e Pike acconsente, non immaginando dove questo porterà. Analizzando le schermate di bordo e il modo in cui la nave calcola le date, Cassell intuisce da sola la verità che Pike le ha taciuto: la Enterprise non proviene da un luogo lontano, ma da un tempo lontanissimo, e la Federazione di cui il Capitano le ha parlato con tanto orgoglio non esiste ancora e non esisterà per milioni di anni — un tempo in cui, con ogni probabilità, la sua stessa civiltà sarà già scomparsa. Sentendosi tradita dal silenzio di Pike più che dalla notizia in sé, e ribadendo che il suo dovere è verso il presente e non verso un futuro che non vivrà mai, Cassell si defila attraversando letteralmente gli scafi della nave grazie alla tecnologia di sfasamento marziana, sottraendo con la forza la cella di combustibile ad antimateria dalla Sala Macchine sotto gli occhi impotenti di Scott e Pelia. Un confronto verbale con Pike, che la insegue senza armi nel tentativo di farla ragionare, non basta a farla desistere: Cassell è ormai determinata a impiegare l'antimateria rubata per distruggere il quinto pianeta del sistema, il mondo natale dei Dol'drm, ponendo fine da sola, e in un colpo solo, a una guerra durata generazioni.

Recuperato nel frattempo l'iridio dal relitto e riattivati a fatica i motori a impulso, la Enterprise intercetta la nave marziana, ma non in tempo per fermarla con mezzi pacifici: Cassell chiude ogni comunicazione dopo aver chiesto a Pike, in un ultimo scambio dai toni quasi confidenziali, se non avrebbe fatto lo stesso per salvare la propria gente. Spock calcola che l'unico modo per neutralizzare l'ordigno senza farlo detonare sia un siluro fotonico sparato con perfetto tempismo, e La'An conferma di avere l'energia sufficiente per un solo colpo. Ma proprio mentre il bersaglio entra in portata, Una fa notare l'aspetto cruciale della situazione: nella linea temporale che l'equipaggio conosce, quel quinto pianeta semplicemente non esiste più. Pike si trova così davanti a una scelta impossibile, dover scegliere se salvare miliardi di vite presenti o preservare l'unica storia che porta, in ultima analisi, alla propria stessa esistenza: ordina quindi di non fare fuoco, proprio mentre l'ordigno marziano detona. Il quinto pianeta viene annientato insieme alla nave e all'intero equipaggio di Cassell, che si sacrifica scientemente pur di non lasciare scampo al nemico.

L'onda d'urto generata dalla duplice distruzione — quella del pianeta e quella della nave marziana — libera una quantità di energia paragonabile a quella della tempesta che aveva scagliato la Enterprise nel passato, offrendo inaspettatamente la possibilità di sfruttare l'entanglement quantico che ancora ancorava la nave a quell'epoca per fare ritorno al presente. Pike ordina di dirigersi dritti verso l'onda anziché tentare la fuga, fidandosi dei calcoli di Spock nonostante l'esito resti incerto fino all'ultimo istante: la Enterprise attraversa l'onda d'urto e viene riportata esattamente al punto della linea temporale da cui era stata strappata poche ore prima, secondo il tempo vissuto a bordo.

Quarto atto

Rientrato al presente, l'equipaggio si interroga sul reale peso delle proprie azioni: se un tempo si erano illusi di poter attraversare il passato senza lasciare traccia, ora sanno di aver in realtà determinato in prima persona un capitolo cruciale della storia della Terra. Spock, dopo aver fatto girare più simulazioni, spiega le conseguenze esatte di quanto accaduto: i frammenti del quinto pianeta, ridotti a meno del quattro percento della massa originaria, sono andati a costituire la futura fascia degli asteroidi così come sarà conosciuta in epoca moderna, mentre uno di quei frammenti — destinato a passare alla storia come l'asteroide di Chicxulub — è condannato a colpire la Terra, ponendo fine all'era dei grandi rettili e inaugurando, attraverso l'Era Cenozoica, il cammino evolutivo che porterà infine all'umanità. La distruzione del quinto pianeta, inoltre, avrebbe alterato l'equilibrio gravimetrico del sistema, allontanando Marte dal Sole e raffreddandone l'atmosfera fino a renderlo il mondo arido e apparentemente privo di vita che l'umanità troverà un giorno. Ortegas si chiede a voce alta se l'intera esistenza dell'equipaggio non dipenda in fondo proprio da ciò che hanno fatto — o, come corregge subito Pike, da ciò che non hanno fatto, lasciando che gli eventi facessero il loro corso immutato. Un'analisi del DNA di Cassell condotta da M'Benga rivela un'ultima consolazione: il patrimonio genetico marziano non si è estinto insieme al pianeta, ma sopravvive, disperso nel corso di milioni di anni in innumerevoli specie della galassia.

Nella propria cabina, Pike si concede un momento di raccoglimento sfogliando una copia del romanzo "Una principessa di Marte", riflettendo su quanto quella lettura d'infanzia si sia rivelata profeticamente vicina a quanto appena vissuto, e sul fatto che l'intera vicenda dovrà restare un segreto, affidata soltanto ai rapporti ufficiali destinati al Consiglio della Federazione. Nella conversazione con Una che segue, Pike ammette di aver visto passato, presente e futuro come mai gli era capitato prima, e di aver infine trovato la serenità necessaria per concentrarsi sul proprio presente a bordo della Enterprise: comunica così ad April di non sentirsi pronto per la promozione a Commodoro, ma raccomanda al proprio posto Una, che viene elevata dal grado di Tenente Comandante a quello di Comandante, un passo ulteriore verso un comando tutto suo. Sul ponte, la cadetta A'Sha, ancora scossa dal caos della sua prima vera missione a bordo, confessa a Uhura di comprendere finalmente perché la propria famiglia vulcaniana nutrisse dubbi sulla sua assegnazione alla Flotta Stellare piuttosto che all'Accademia Scientifica Vulcaniana, definendo la nave "un luogo caotico" a cui probabilmente il sangue umano di Spock lo aiuta ad adattarsi meglio di lei, che di sangue umano non ne ha affatto. L'episodio si chiude con Scott e Pelia che fanno pace dopo un breve battibecco, e con l'intero equipaggio riunito a raccontarsi a vicenda, increduli, la giornata appena trascorsa in mezzo ai dinosauri.

Sezioni

In questo episodio…

Note

  • Non è chiaro perché, per cavalcare, Pike e gli altri membri su Tolluxar abbiano dovuto agghindarsi come abitanti del Far West, Pike addirittura porta un revolver alla cintura.
  • Per quanto non impossibile, sembra un po' strano che la società marziana del passato non abbia ancora sviluppato la curvatura, ma tuttavia sia in grado di sfasarsi per passare attraverso le pareti. Da quello che abbiamo generalmente visto in Star Trek, questa seconda tecnologia è stata sempre appannaggio di pochi che già disponevano della prima.
  • Pare anche insolito che, nonostante una guerra in corso descritta come senza esclusione di colpi, i Dol'drm non abbiano un perimetro difensivo intorno al loro pianeta, né alcuna forma di difesa planetaria. L'astronave della Cassell e la Enterprise si avvicinano tranquillamente a distanza di tiro dalla superficie planetaria senza essere intercettate in alcun modo dalla specie aracnoide.
  • Il libro che Pike sta leggendo e di cui cita un breve brano è La principessa di Marte, da cui è stato tratto lo sfortunato film John Carter.

47

  • La data stellare è 2491.5: oltre a 49-2=47, si può notare anche che 2491 = 47·53.
  • La capitana marziana chiede di ruotare la visuale di Marte sul display di 173 gradi (73+1=74).
  • Spock chiede di impostare la rotta 147.2.

Okudagram

Blooper

YATI

  • La capitana aliena chiama Valles Marineris la parte di Marte attaccata dai Dol'drm. Il nome della struttura su Marte è stata data in onore della sonda Mariner negli anni '70 del XX secolo che l'ha fotografata durante la sua missione. Quindi è strano che un alieno chiami la zona con lo stesso nome utilizzato dai terrestri 65 milioni di anni dopo.
  • Se basta una quantità di iridio trasportabile da una singola persona a mano e se l'iridio è fondamentale per tutti i sistemi della Enteprise, possibile che non ce ne sia una scorta a bordo?
  • Nell'immagine tattica che mostra Marte, l'Enterprise, l'astronave dei marziani che si dirige verso Sol V, i pianeti mostrano la faccia illuminata verso l'esterno dell' orbita.
  • Appena l'Enterprise entra nell'onda d'urto dell'esplosione e si dilegua a curvatura, un frammento del pianeta di vede scagliarsi sulla Terra, sul lato illuminato della Terra. Se il frammento viene dal quinto pianeta, dovrebbe collidere il lato in ombra della Terra. È anche un po' troppo veloce per giungere all'orbita della Terra in pochi secondi.
  • L'infografica sul pianeta dei Dol'drm riporta un periodo di rivoluzione di 402 giorni, il che però è incompatibile con una distanza dal Sole di 480 milioni di chilometri come detto da Spock. Per la terza legge di Keplero, essendo il pianeta distante dalla sua stella più del triplo di quanto lo sia la Terra, il tempo che impiega per portare a termine un'orbita dovrebbe essere almeno cinque volte tanto.
  • Sempre a proposito del pianeta dei Dol'drm, viene detto che dista 120 milioni di chilometri dall'orbita marziana. Questo risulterebbe in una distanza tra il Sole e Marte di 360 milioni di chilometri, a fronte di un dato reale che vede un'orbita ellittica con distanza variabile tra 207 e 249 (e una media di 228). Peraltro, si afferma che la distruzione del pianeta dei Dol'Drm ha allontanato Marte dal Sole, rendendo ancora meno possibile un dato del genere.

Versione Italiana

Continuity

  • Il rilevamento degli spostamenti della Cassell mentre si muove sfasata attraverso la Enterprise ricorda alcune scene di Harbinger, con un alieno transdimensionale della specie costruttrice delle sfere causanti le anomalie nella Distesa Delfica.
  • A fine episodio viene detto che l'asteroide di Chicxulub ha causato l'estinzione di tutti i dinosauri, in accordo con le teorie vigenti nel periodo in cui è stato prodotto l'episodio e plausibilmente anche in quello nel quale è ambientato: sappiamo però da Distant Origin, la cui ambientazione è di oltre cento anni successiva, che questo non è completamente vero nell'universo Trek.
  • Le azioni della Cassell sono volte ad impedire l'estinzione della vita su Marte dopo che la stessa ha visto come 65 milioni di anni dopo il pianeta sarebbe stato una landa desolata, tuttavia causano proprio quello spostamento nella sua orbita che lo renderà alla lunga inabitabile. Questo ricorda quello che in Relativity era stato chiamato paradosso di Pogo, ovvero il tentativo di impedire un esito che causa in realtà proprio l'esito stesso, e che a proposito di Star Trek: Strange New Worlds avevamo già visto in A Quality of Mercy.
  • Sempre a proposito di A Quality of Mercy, viene da chiedersi se il declino di Pike ad avere la promozione a Commodoro sia legato alla sua volontà di evitare che gli eventi del suo futuro si svolgano difformemente da quelli che sa già essere destinati a verificarsi, con potenziali conseguenze negative come viste nell'episodio.
  • La Enterprise si trova coinvolta in eventi del passato terrestre, dove temendo di interferire con essi ne causa in realtà lo svolgimento come già la storia li conosce, cosa che accadrà di nuovo in Assignment: Earth, benché con una differenza temporale di soli 300 anni e non 65 milioni.

Citazioni

Produzione

  • Christopher Pike nell'immagine promozionale di Valles Marineris
    Christopher Pike nell'immagine promozionale di Valles Marineris
    Alla presentazione della stagione, gli account social di Paramount hanno pubblicato un carosello di immagini[1] con i titoli definitivi e l'immagine di un personaggio collegato a ogni episodio. Non è chiaro se l'assegnazione sia fatta in maniera arbitraria oppure considerando effettivamente il singolo personaggio come "protagonista" dell'episodio. In questo episodio l'immagine usata è quella di Christopher Pike.

Riferimenti

Riferimenti diretti

Riferimenti inversi

Immagini collegate

Collegamenti esterni

Interwiki

Identificativi esterni

  • 77599, Identificativo TV Show Transcripts

Annotazioni