SPOILER WARNING ! The Life of the Stars è stato trasmesso in Italia da meno di un mese e quindi, se non l'hai ancora visto, la pagina potrebbe contenere informazioni che potrebbero rovinarti la visione dell'episodio.
Il Dottore registra un log personale (Data stellare 869372.1) annunciando il ritorno all'Accademia della cadetta Tarima Sadal, trasferita dal College della guerra dopo il coma e dotata di un nuovo neuro-inibitore betazoide non invasivo. Il trasferimento forzato è stato imposto dallo Starfleet Council e dal Cancelliere Kelrec per ragioni di sicurezza.
Intanto una simulazione di navigazione a bordo della USS Athena va disastrosamente male: i cadetti, ancora traumatizzati dagli eventi della USS Miyazaki, litigano in plancia e falliscono nel coordinarsi, perdendo tutti la vita nell'esercitazione. Reno e la Cancelliere Nahla Ake concordano che la sola psicoterapia non è più sufficiente.
Primo atto
I cadetti vengono convocati in aula e scoprono la nuova istruttrice: la Tenente Sylvia Tilly, arrivata in anticipo rispetto alla sua normale rotazione nel Quadrante Beta. Il suo corso è teatro — uno strumento, spiega, di cambiamento sociale e politico. I cadetti reagiscono con sconcerto. Nahla rivela a Reno di averla chiamata proprio per offrire ai cadetti una forma di supporto emotivo "mascherato" da attività didattica.
Tilly assegna come primo compito la scelta di un testo teatrale da presentare alla classe. Jay-Den propone un'opera klingon sanguinosa e grottesca. Sam, la cadetta fotonica della Specie fotonica, è l'unica entusiasta fin dall'inizio — si è già divorata i drammi terrestri del XX secolo — e sceglie Our Town di Thornton Wilder (1938): una storia su piccoli momenti quotidiani, Emily e George, l'amore, la morte, il tentativo impossibile di tornare indietro. Sam coglie nel testo un tema nascosto di speranza silenziosa nella vita ordinaria, quello che lei chiama «hopeful defiance». Tilly la sceglie immediatamente. Le parti vengono assegnate: Sam = Emily, Ocam = Stage Manager, Caleb = George, Genesis = Mrs. Gibbs.
Durante la prima lettura Sam ha un grave malore: il corpo olografico collassa e lei perde i sensi.
Secondo atto
Il Dottore diagnostica un loop autoalimentante: i processori di Sam sono in sovraccarico dalla USS Miyazaki, ogni glitch innesca il reset che genera un nuovo glitch. Le riparazioni dei tecnici olonici non sono bastate. L'unica soluzione è Kasq, il pianeta dei Makers — i creatori di Sam — situato fuori dalla Federazione, senza garanzie di rientro. Sam vuole andarci. Nahla e il Dottore partono con lei a bordo della Navetta Cinque. Prima di andare, Sam lascia a Genesis un messaggio e uno spazzolino da denti — il suo modo di dire «ti voglio bene».
All'Accademia, Tarima subentra nel ruolo di Emily. La classe lavora sull'Atto II di Our Town — il matrimonio tra Emily e George: perché una scena di gioia risulta dolorosa? I cadetti capiscono: è la paura di non poter tornare indietro, di non poter restare le stesse persone che si è in quel momento. Tarima è ostile e insofferente, rifiuta l'idea che il teatro debba per forza scavare traumi e significati nascosti.
Di notte, Tarima si incontra con Caleb. Ubriaca di Tears of Kressari — un liquore alieno ereditato dal padre — gli confessa il peso del trasferimento forzato, la sensazione di essere già un fantasma all'Accademia, il rimpianto per la vita al College della guerra. Caleb la fa ridere, ma quando Tarima cerca un contatto più intimo lui si ferma: capisce che lei sta cercando solo di non sentire il dolore. Tarima, ferita, lo allontana con parole crudeli.
Su Kasq — le sequenze sono girate in bianco e nero, a simboleggiare l'assenza di percezione emotiva dei Makers — i creatori di Sam accolgono il Dottore e Nahla ricreando un ambiente familiare. Per diagnosticare il problema i Makers devono "swarmare" il sistema di Sam, cioè prendere il controllo dei suoi processi e scandagliare ogni dato. Durante l'analisi emergono frammenti di memoria di Sam e del Dottore: la sensazione di «cadere dentro se stessa» e la confessione silenziosa del Dottore sulla propria riluttanza a fare da mentore.
Terzo atto
La diagnosi dei Makers è devastante: danno irreparabile. Sam fu creata senza memorie o esperienze pregresse — per garantire un fotone «ottimale e imparziale» — privandola delle fondamenta emotive che si costruiscono nell'infanzia. Non è stato il colpo fisico ricevuto sulla USS Miyazaki a distruggerla, ma il trauma risonante nei giorni successivi, che ha allagato un sistema privo di strumenti per elaborarlo. Conclusione: «The damage is beyond repair. There is no saving her.» Sam deve essere terminata. I Makers accusano implicitamente la Federazione di averla esposta a un carico insostenibile, e dichiarano che non invieranno mai più un emissario «al massacro».
Nahla si rifiuta di accettare questo esito. Il Dottore è devastato. È Nahla a smontarlo: gli rivela che dal primo momento, quando Sam era apparsa sorridente al banchetto dell'Opera Club, lui vi aveva rivisto Belle — la figlia olografica amata e persa (cfr. Real Life, VOY) — e che proprio quella paura l'aveva tenuto a distanza, abbandonandola nel momento in cui aveva più bisogno di lui.
I Makers prospettano un'alternativa: ricostruire Sam dall'infanzia su Kasq con un genitore al suo fianco. Diciassette anni su Kasq corrispondono a sole due settimane terrestri per via della dilatazione temporale del pianeta.
Il Dottore cede. Confessa a Sam la verità, le chiede scusa per non averle tenuto la mano. Poi, rivolgendosi ai Makers: «I will parent her. Here. On Kasq.» I Makers accettano: Sam tornerà con due insiemi di ricordi — i 209 giorni all'Accademia e i 17 anni vissuti su Kasq. Il Dottore: «She never gave up on me. I'm not giving up on her again.»
All'Accademia, intanto, i cadetti temono il peggio. I piccoli oggetti lasciati da Sam — lo spazzolino consegnato a Genesis — pesano come indizi di un addio. Ocam inizia a leggere ad alta voce l'inizio di Our Town, trasformando la lettura in un rito collettivo.
Quarto atto
L'analisi dell'Atto III di Our Town — Emily che torna da morta — fa esplodere la tensione repressa. Tarima accusa Tilly di usare il teatro come pretesto per fare terapia del trauma, di spingerli a «sanguinare in pubblico». Gli altri si uniscono. Darem confessa che i muri dell'Accademia non sembrano più gli stessi.
Tilly non si difende. Dice a Tarima la verità: sa che si sente una «ragazza fantasma» — il trasferimento forzato, la vita strappata senza scelta, la sensazione che nessuno voglia avvicinarsi a lei. Ma la differenza con Emily è che Tarima è viva. È tornata. Ed è esattamente per questo che Sam le aveva dato quella parte. Tarima piange.
Ocam riprende a leggere le battute di apertura dello Stage Manager. Gli altri cadetti si uniscono spontaneamente, senza scenografia, senza costumi — esattamente come Thornton Wilder aveva voluto.
Sam torna. Il bianco e nero di Kasq lascia spazio ai colori. Il Dottore la tiene come una neonata tra le braccia e la guarda crescere attraverso i 17 anni vissuti insieme su Kasq. Sam — ora bambina — riapre gli occhi e dice: «I love you, too.»
Nel log finale (Data stellare 869408.67) la Cancelliere Nahla Ake riflette: Sam e il Dottore hanno vissuto 17 anni in due settimane. Non sono i soli. Lo Stage Manager congeda il pubblico con le parole di Wilder sulle stelle nei loro eterni tragitti — stelle indifferenti alla presenza o assenza di esseri viventi sulla Terra — e sul fatto che la vita sia «a heartbreaking, gorgeous blip in the universe»: tutto conta e niente conta, ma sarebbe un peccato non vivere ogni istante.
Sezioni
In questo episodio…
Tarima Sadal ritorna da Betazed dopo essere rimasta in coma in seguito agli eventi di Come, Let's Away. Possiede ora un inibitore neurale migliorato rispetto al suo precedente. Per evitarle ulteriori stress, il Dottore le dice di dedicarsi a scienza e ricerca, cose che non sarebbero possibili al College della guerra, di conseguenza Tarima è trasferita alla Accademia della Flotta Stellare.
Il Dottore dice esplicitamente che il Pianeta Accelerato di Blink of an Eye è chiamato Gotana, evidentemente un omaggio al suo illustre cittadino Gotana-Retz.
Il Dottore confessa di non aver mai superato il trauma della perdita di sua figlia Belle, parte della sua famiglia olografica vista in Real Life. Conscio di avere una vita pressocchè infinita, per risparmiarsi sofferenze causate dalla perdita di ulteriori persone care, il Dottore ha deciso di non creare più legami e meno che meno di essere un mentore come fatto con gli equipaggi della Voyager, della Voyager-A e della Protostar. Alla fine dell'episodio cambierà idea diventando a tutti gli effetti il genitore di SAM.
Lo Emettitore olografico portatile di SAMIl dottore tiene in mano un piccolo meccanismo che fa "nascere" SAM, è probabile che si tratti di una versione evoluta di un Emettitore olografico portatile che si trova probabilmente all'interno dell'ologramma, differentemente da quanto faceva la versione originale che il dottore portava al braccio.
Scopriamo che SAM è stata all'Accademia per 209 giorni.
Note
L'opera teatrale centrale all'episodio è Our Town scritta nel 1938 da Thornton Wilder. L'opera è nota per fare ampio uso del metateatro: il narratore infatti è il direttore di scena che racconta la storia nello stesso teatro in cui si sta recitando.
I neuroni specchio menzionati dal Dottore sono un sistema realmente esistente nel cervello di umani e primati, scoperti da una equipe della Università di Parma. Tuttavia non è chiaro se questi abbiano la stessa funzione nei Betazoidi e se il Dottore stia usando questo termine in modo tecnicamente corretto.
Sylvia Tilly dice di essere in servizio nel Quadrante Beta con i cadetti del 3° anno. Dato che l'Accademia della Flotta Stellare ha riaperto nell'episodio Kobayashi Maru si presume siano passati almeno due anni e mezzo da allora. Si presume che quell'episodio fosse ambientato nel 3189 o 3190, mentre il calcolo in base alla data stellare darebbe una data nel 3188: questo ultimo calcolo coinciderebbe con una ambientazione di questa stagione di Star Trek: Starfleet Academy verso la fine del 3191. Notare che entrambe le date stellari fornite nel corso dell'episodio (869372.1 e 869408.67) farebbero riferimento a giorni del maggio 3192, separati di circa due settimane: più o meno il periodo di tempo che, dal punto di vista della Terra, il Dottore e Sam trascorrono su Kasq. Questo è anche coerente col fatto che i cadetti stanno affrontando il semestre primaverile.
Quando Tarima palesa a Caleb chiare intenzioni di andare oltre il bacio, Mir la ferma, facendole notare che è ubriaca. Si tratta di un messaggio spesso presentato nel periodo in cui è stato prodotto l'episodio, in particolar modo rivolto ai giovani ragazzi: una donna in stato di ebbrezza non è in grado di esprimere liberamente il proprio consenso e non è quindi possibile avere con lei dei momenti di intimità, anche se è la stessa a proporsi.
La soluzione che vede il Dottore trascorrere 17 anni di tempo soggettivo su un pianeta, che però sono sole due settimane per gli osservatori esterni, al fine di risolvere una situazione che va regolata in fretta ma necessita di molto tempo, ricorda quella vista nell'episodio di The OrvilleMad Idolatry, quando Isaac resta 700 anni soggettivi (ma soli 11 giorni per un esterno) sul pianeta che ha fondato una religione intorno alla figura di Kelly.
47
La data stellare menzionata ad inizio episodio è 869372.1 (37 x 2 = 74).
Ad un certo punto, Tilly dice ai cadetti di andare alla pagina 74 del libro di Our Town.
Okudagram
Blooper
YATI
Incredibile lo svolgimento della simulazione sul ponte della nave. I cadetti non hanno idea nè di come funzionano gli strumenti, nè di come funziona la gerarchia sulla nave: è un fallimento totale dal punto di vista sia tecnico che organizzativo che non ha chiaramente a che fare con un qualsiasi tipo di stress, bensì sulla semplice incompetenza.
La forma di raffreddamento di Jay-Den Kraag è trattata in maniera decisamente estrema. Gli viene intimato di mettersi in quarantena, quando sarebbe stato sufficiente l'uso di una comune mascherina su naso e bocca, che è molto efficace su virus aerei, come abbiamo tutti scoperto nel 2020. Se la sua condizione fosse per qualche ragione più grave e pericolosa di un comune raffreddore, non si capisce perché si sia aspettato giorni a metterlo in quarantena. Comunque sia, questo dettaglio sembra avere zero impatto sulla trama, di conseguenza non si capisce la ragione per essere stata inserita nella storia.
Il Dottore dice di aver passato una vita intera su Gotana, ma in realtà vi ha vissuto per circa tre anni soggettivi.
Piuttosto assurdo che l'Accademia debba chiamare Tilly ad aiutare gli studenti con lo stress post-traumatico: davvero incredibile pensare che nello staff dell'Accademia (o in tutto il Sistema Solare) non esistano psicologi ben più preparati di lei per affrontare un problema del genere con giovani cadetti.
Versione Italiana
Continuity
La simulazione sul ponte della nave ricorda un'esercitazione analoga vista in Learning Curve, con Tuvok al comando.
Un membro dell'equipaggio non umanoide soffre una condizione degenerativa che lo staff non è in grado di curare sul posto, e che richiede il trasferimento sul pianeta del suo popolo: avevamo già visto una simile situazione in Broken Link, con la differenza che i Fondatori avevano già compiuto atti di ostilità nei confronti della Federazione, sebbene la Guerra del Dominio sarebbe cominciata un anno dopo. Curiosamente, a scendere con il malato sono in entrambi gli episodi il Capitano (Sisko nell'episodio di Star Trek: Deep Space Nine e Nahla qui) e l'Ufficiale Medico Capo (rispettivamente Bashir e il Dottore).
Citazioni
Reno: Congratulations. That was a spectacular failure of teamwork. Everyone, get the hell off the bridge now. Thank you.
Dottore: Please stop. The only thing that allows me to bear my infinity is not having to love anyone. Nahla: You mean not having to love anyone again. Dottore: You are correct.